Piazza ed affresco 1500

Gia' esistente nel medioevo ma indipendente da Isola solo nel 1848, la parrocchiale attuale conserva alcune tracce delle sue origini: un rilievo quattrocentesco (Crocefisso) murato all'esterno dell'Abside e tre affreschi già all'esterno ma strappati ed attualmente collocati nel Presbiterio. Il primo è un San Cristoforo di notevoli dimensioni, databile al XIV° secolo; alla seconda metà di quel secolo risale la siputa, molto vicina al comasco, Secondo Maestro di Santa Margherita, che riteniamo attivo anche nella cripta della parrocchiale di Lenno. Più arcaizzante un Sant'Antonio Abate. La struttura attuale è quella controriformata con l'abside rifatta nel 1703. L'interno a navata unica è dominata dalle opere d'arte del presbiterio: la pala ( Madonna con Bambino e Santi) di Giovanni Mauro della Rovere il fiammenghino collocata nel quarto decenio del seicento; il coro ligneo coevo; La Gloria di San Bartolomeo affrescata sulla volta da Carlo Carloni.
Numerose opere di arte barocca si succedono alle pareti della navata e nelle cappelle laterali. Sono settecentesche le tele della prima campata (Adorazione dei Magi ed Immacolata), quella del primo altare (Madonna con bambino e Santissimi Filippo Neri ed Antonio da Padova) e quella della quarta campata a sinistra ( Annunciazione); notevole di fine secolo, la seconda cappella a sinistra dedicata alla Madonna del rosario con altare statue e telette dei misteri. Alla prima campata a destra è interessante per l'iconografia un secentesco Santo Alessandro Sauli; nella prima cappella una coeva (orazione nel Getsemani e una Immacolata) pervasa di marattismo ed inserite in un altare alla romana con colonne tortili. Questo trova echi nel redentore coi santissimi Carlo e Giorgio, pala della seconda cappella vicina ai modi del Troppa, ma ripetente moduli maratteschi, e trionfa nell'altare (Borrominiano) del presbiterio, che la tradizione vuole donato nel 1670 da Don Barolomeo Prestinari, originario di Sala Comacina ed attivo in curia di Como; più probabilmente, l'opera venne eseguita su modelli romani. La Sacrestia ha un armadio e stucchi barocchi.
ORGANO: strumento di "Giovanni Franzetti" datato 1874 con 498 canne di cui 474 in metallo e 24 in legno di abete con all'interno della cassa un registro di "Ottavino Soprani" che porta il numero delle canne a un totale di 530.
Durante degli scavi in occasione della metanizzazione del Paese, sono stati rinvenuti nella piazza antistante la parrocchiale, resti mortali e monili sepolti in fosse comuni datati dall'Arch. Belloni di Ossuccio al periodo della peste di Manzoniana memoria. 

 

Ultima modifica: 12/04/11