CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Oggetto del regolamento e principi generali dell’attività amministrativa

(Art. 1 legge n. 241/1990 e successive modificazioni)

1. Il presente regolamento, in attuazione dei principi contenuti nella legge 7 agosto 1990, n. 241, recante:

”Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”

e successive modificazioni ed integrazioni, disciplina il procedimento amministrativo allo scopo di perseguire i

fini determinati dalla legge secondo criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di

trasparenza, con le modalità previste dalla legge 7 Agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle

altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell’ordinamento comunitario.

2. Questa amministrazione, nell’adozione di atti di natura non autoritaria:

agisce secondo la norma di diritto privato salvo che la legge non disponga altrimenti;

non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo

svolgimento dell’istruttoria.

3. I soggetti privati gestori di pubblici servizi si attengono, nello svolgimento dei servizi stessi, ai principi

di cui ai precedenti commi 1 e 2.

Art. 2

Conclusione del procedimento

(Art. 2 legge n. 241/1990 e successive modificazioni)

1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio,

si conclude mediante l’adozione di un provvedimento espresso.

2. I provvedimenti relativi ad istanza di parte debbono essere notificati, in termini, agli interessati.

3. I termini entro cui devono concludersi i procedimenti sono fissati dalla allegata tabella A) e decorrono

dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di

parte.

4. Per i procedimenti non compresi in detto allegato, il termine per la conclusione è di 30 giorni se non

sia diversamente stabilito dalla legge o da altro regolamento o procedimento speciale.

5. I termini per la conclusione dei procedimenti di cui al precedente comma 3 si riferiscono alla data di

adozione del provvedimento finale, ovvero, nel caso di provvedimenti recettivi, alla data in cui il destinatario

ne riceve comunicazione. Essi sono comprensivi, in ogni caso, dei tempi normalmente necessari per

l'acquisizione dei pareri obbligatori.

6. Ove non sia diversamente disposto, per i procedimenti di modifica di provvedimenti già emanati si

applicano gli stessi termini finali indicati per il procedimento principale.

7. Nei casi in cui leggi o regolamenti prevedono per l’adozione di un provvedimento l’acquisizione di

valutazioni tecniche di organi o enti appositi, i termini di cui al comma 3 sono sospesi fino all’acquisizione

delle valutazioni tecniche per un periodo massimo comunque non superiore a novanta giorni. I termini di cui

ai commi 2, 3 o 4 possono essere altresì sospesi, per una sola volta, per l’acquisizione di informazioni o

certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione

stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni del

Capo IV.

8. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini di cui al comma 3, il ricorso avverso il silenzio

dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, può essere proposto

anche senza necessità di diffida, fintanto che perdura l’inadempimento e comunque non oltre un anno dalla

scadenza dei termini di cui ai predetti commi 3 o 4. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza

dell’istanza. E’ fatta salva la riproponibilità dell’istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti.

9. Qualora particolari evenienze o esigenze istruttorie rendono impossibile il rispetto del termine stabilito

per il provvedimento finale, è data all’interessato tempestiva motivata comunicazione, indicando il nuovo

termine di adozione del provvedimento. In tal caso, la durata complessiva del procedimento non potrà

comunque essere superiore al doppio di quella fissata originariamente.

10. Il responsabile provvede alla chiusura del procedimento quando:

a) il procedimento sia stato interrotto o sospeso e l'interessato non abbia prodotto la documentazione

integrativa essenziale richiesta nei termini stabiliti;

b) il procedimento sia stato oggetto di rinuncia da parte dell'interessato.

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Art. 3

Motivazione del provvedimento

(Art. 3 legge n. 241/1990)

1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l’organizzazione amministrativa, lo

svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal

comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la

decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria.

2. La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.

3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione

stessa, insieme alla comunicazione di quest’ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della

legge n. 241/1990, anche l’atto cui essa si richiama.

4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l’autorità cui è possibile ricorrere.

Art. 4

Procedimento amministrativo telematico

(Art. 3-bis legge n. 241/1990)

1. I procedimenti amministrativi definiti dal Comune prendono avvio, si sviluppano e si concludono

avvalendosi prevalentemente delle modalità operative informatiche e telematiche rese progressivamente

disponibili dall'evoluzione tecnologica.

2. L'Amministrazione definisce, nel rispetto della normativa dettata in materia di firme elettroniche, e sulla

base dei principi di adeguatezza, riservatezza, certezza, sicurezza e accessibilità, per ciascuna tipologia o

per tipologie omogenee di procedimento amministrativo, le specifiche tecniche relative ai seguenti profili:

a) la produzione, la trasmissione e la riconducibilità al privato di istanze, comunicazioni, dichiarazioni,

denunce e atti sollecitatori o dichiarativi simili;

b) l'invio al privato di comunicazioni e richieste;

c) le modalità atte a consentire - previa apposita procedura di autenticazione dei soggetti legittimati -

l'accesso agli atti e il monitoraggio dell'iter del procedimento;

d) la formazione, la riferibilità, la trasmissione e l'archiviazione del provvedimento finale.

3. Le comunicazioni infraprocedimentali possono avvenire tramite posta elettronica, posta vocale,

messaggistica telefonica, videoconferenza ed altre modalità di comunicazione rese disponibili dall'evoluzione

tecnologica.

4. Il responsabile del procedimento, nella conduzione delle attività istruttorie, è tenuto ad avvalersi di tutti

quegli strumenti o applicazioni che gli consentono di verificare, in modo automatico, il possesso di requisiti,

lo stato di luoghi, le situazioni e le condizioni inerenti l'attività amministrativa, al fine di limitare gli adempimenti

istruttori a carico del cittadino e di semplificare quelli gravanti sull'Amministrazione.

5. Al cittadino è comunque rimessa la facoltà di richiedere all'Amministrazione che le comunicazioni inerenti

al procedimento amministrativo avvengano in maniera tradizionale, ossia senza l'utilizzo di strumentazioni

informatiche; le comunicazioni rese secondo questa modalità si affiancano, ma non sostituiscono, quelle

elettroniche delle quali costituiscono mera riproduzione.

CAPO II – RESPONSABILITA’ DEL PROCEDIMENTO

Art. 5

Individuazione delle unità organizzative responsabili del singolo procedimento

(Art. 4 legge n. 241/1990)

1. Le unità organizzative responsabili della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché

della adozione o della promozione del provvedimento sono le strutture come identificate dal regolamento

sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, nel rispetto della disciplina di cui al successivo art. 6.

Art. 6

Responsabile del procedimento

(Art. 5 legge n. 241/1990)

1. Il responsabile di settore assegna a sé o ad altro dipendente appartenente allo stesso settore, l’istruttoria

e ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento.

2. L’adozione del provvedimento finale è di competenza del responsabile del settore.

3. Il responsabile di settore assegna comunque solo a sé stesso il procedimento che dovesse rientrare

nelle competenze di più servizi dello stesso settore.

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4. Ove non sia effettuata l’assegnazione da parte del responsabile della struttura, questi si accolla il

procedimento.

5. Se in un procedimento amministrativo sono interessati più uffici o servizi di settori diversi, ciascun settore

è responsabile per gli atti di competenza e per il tempo assegnato per lo svolgimento degli adempimenti di

propria spettanza.

6. La responsabilità di ciascuna unità organizzativa decorre dalla data dell’assegnazione, alla medesima,

dell’istanza di parte.

7. Le unità organizzative responsabili dei procedimenti ed i nominativi dei soggetti preposti sono comunicati,

a cura del responsabile del procedimento, nelle forme e con le modalità disciplinate dal capo III.

Art. 7

Compiti del responsabile del procedimento

(Art. 6 legge n. 241/1990 e successive modificazioni)

1. Il responsabile del procedimento:

a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che

siano rilevanti per l’emanazione del provvedimento;

b) accerta d’ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura

per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e

la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed

ordinare esibizioni documentali;

c) propone l’indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi;

d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;

e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo

competente per l’adozione;

f) non può discostarsi dalle risultanze dell’istruttoria condotta se non indicandone la motivazione nel

provvedimento finale.

CAPO III – PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Art. 8

Comunicazione di avvio del procedimento

(Art. 7 legge n. 241/1990)

1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento,

l’avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall’articolo 9, ai soggetti nei confronti

dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi.

Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare

un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, il responsabile

del procedimento è tenuto a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento.

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà del responsabile del procedimento di adottare,

anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.

Art. 9

Modalità e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento

(Art. 8 legge n. 241/1990 e successive modificazioni)

1. Il responsabile del procedimento provvede a dare notizia dell’avvio del procedimento mediante comunicazione

personale.

2. Nella comunicazione debbono essere indicati:

a) l’amministrazione competente;

b) l’oggetto del procedimento promosso;

c) l’ufficio e la persona responsabile del procedimento;

d) la data entro la quale, secondo i termini previsti dall'articolo 2, commi 3 o 4, deve concludersi il

procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell'amministrazione;

e) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza;

f) l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente

gravosa, il responsabile della struttura provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme

di pubblicità idonee di volta in volta stabilite.

4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte può essere fatta valere solo dal soggetto nel cui

interesse la comunicazione è prevista.

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Art. 10

Intervento nel procedimento. Diritti dei partecipanti al procedimento

(Art. 9 e 10 legge n. 241/1990)

1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonchè i portatori di interessi diffusi costituiti

in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire

nel procedimento.

2. I soggetti di cui all’articolo 8 e quelli intervenuti ai sensi del precedente comma 1 hanno diritto:

a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dal successivo art. 33;

b) di presentare memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano

pertinenti all’oggetto del procedimento.

3. In relazione ai procedimenti amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione il Comune

favorisce la partecipazione dei cittadini singoli e associati attivando adeguate modalità di informazione anche

attraverso il potenziamento di quelle previste dalle specifiche discipline di settore.

4. In riferimento ai singoli procedimenti di cui al comma 1 l'amministrazione definisce le concrete modalità

di partecipazione, anche individuando percorsi a carattere sperimentale, in modo che risulti sempre garantita

ai cittadini la possibilità di contribuire alla definizione delle scelte attraverso la formulazione di osservazioni e

proposte.

5. L'Amministrazione tiene nella dovuta considerazione le osservazioni e proposte dei cittadini, recependone

il contenuto o motivando sulle ragioni di massima che non ne rendono possibile od opportuno l'accoglimento.

Art. 11

Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza

(Art. 10-bis legge n. 241/1990)

1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento, prima della formale adozione di

un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della

domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di

presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui

al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere

dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo

periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del

provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali.

Art. 12

Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento

(Art. 11 legge n. 241/1990 e successive modificazioni)

1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dell’articolo 10, il responsabile di settore

può concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse,

accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale.

2. Al fine di favorire la conclusione degli accordi di cui al comma 1, il responsabile del procedimento può

predisporre un calendario di incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento

ed eventuali controinteressati.

3. Gli accordi cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo

che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non diversamente previsto, i principi del codice

civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili.

4. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi.

5. Per soppravvenuti motivi di pubblico interesse l’amministrazione recede unilateralmente dall’accordo,

salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in

danno del privato.

6. A garanzia dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa, la stipulazione dell'accordo

è preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento.

Art. 13

Concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi

(Art. 12 legge n. 241/1990)

1. Per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi

economici di qualunque genere, si applicano le disposizioni dello specifico regolamento comunale adottato

in applicazione dell’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.

2. L’effettiva osservanza dei criteri e modalità di cui al detto regolamento deve risultare dai singoli

provvedimenti relativi agli interventi previsti nel comma 1.

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3. L’attribuzione di vantaggi economici di qualsiasi genere a persone od enti (pubblici e privati) è subordinata

alla predeterminazione e alla pubblicazione dei requisiti necessari, al fine di evitare ingiustificate discriminazioni

e garantire trasparenza all’azione amministrativa.

4. Tale regolamento individua, in applicazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni,

i criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi

sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo

a determinate situazioni economiche.

Art. 14

Ambito di applicazione delle norme sulla partecipazione

(Art. 13 legge n. 241/1990 e successivo modificazioni)

1. Le disposizioni contenute nel presente capo non si applicano:

a) all’attività diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di

programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;

b) ai procedimenti tributari per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;

c) ai procedimenti previsti dal D.L. 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15

marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, recante: ”Nuove norme in materia di sequestri di persona a

scopo di estorsione e per la protezione dei testimoni di giustizia, nonché per la protezione e il trattamento

sanzionatorio di coloro che collaborano con la giustizia”;

d) ai procedimenti previsti dal D.Lgs. 29 marzo 1993 n. 119, e successive modificazioni, recante: “Disciplina

del cambiamento delle generalità per la protezione di coloro che collaborano con la giustizia”.

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